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LE TRADIZIONI DI GENNAIO IN ALTA VALTELLINA

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Le tradizioni di questi giorni:

GENEIRON
In concomitanza con i giorni della merla in alta Valle diverse sono le manifestazioni legate al territorio.

Queste antiche usanze di Bormio e valli vedono annunciare la fine dell’inverno con il chiasso delle scatole di latta o dei campanacci ovvero oggetti che servivano per fare rumore e attirare l’attenzione.
Per le vie del centro storico diversi bambini mascherati solitamente con un abbigliamento del passato, camminano gridando “Le fora Geneiron” e faranno più baccano possibile.
La tradizione racconta che nel passato non troppo lontano, la fine di gennaio rappresentava un’importante traguardo per tutte le famiglie:
si diceva che gennaio segnava l’influenza sulle scorte alimentari presenti nelle dispense, perciò era ora di riprendere le attività. Il rumore provocato dalle latte dalle scatole di legno o comunque dai vari strumenti improvvisati, era un invito all’allegria e alla speranza e al risveglio del terreno per la primavera.
Manifestazione simile in Tirano denominata TIRA LI TOLI (tira le tolle) con lo stesso significato, mentre in Valchiavenna e vicina Svizzera si svolgerà a Marzo con l’evento i SUNA’ DE MARS.

LE FORA L’ORS DE LA TANA
Qualche giorno dopo, il 2 febbraio, gli adulti si cimentavano invece in uno scherzo particolare denominato “Le fora l’ors de la tana”
Le vicende del tempo narrano che gli orsi nel secondo giorno di febbraio si risvegliassero dal letargo per verificare la varie situazioni climatiche del periodo e quindi decidere se abbandonare il letargo o meno.
Questa tradizione rivista e ironicamente tramandata nel tempo consisteva nel far uscire dalla propria abitazione amici e parenti facendo simulare le gesta dell’orso che lasciava la tana.
E’ uno scherzo che si fa ancora oggi inducendo parenti ed amici ad uscire di casa per poi canzonarli con la frase “le fora l’orso de la tana”

Queste due manifestazioni segnavano il risveglio della natura e il ritorno all’essere intraprendenti e laboriosi. Conosciamo infatti quanto i nostri avi tenessero stretto il legame con la terra e con le varie abitudini legati alle stagioni.
Oggi non è più così dal punto di vista ambientale in quanto la neve copre copiosa i terreni e fino a maggio non c’è alcun risveglio primaverile.

COMMENTS

  • fosca

    29 gennaio 2014., 13:13 /

    Clara, mi piace moltissimo. Ogni mese notizie simpaticissime sulle vostre tradizioni. Una mia idea: potresti mettere anche una specie di vocabolario valtellinese (io a suo tempo l'ho comperato) E' divertente tradurre il vostro dialetto per farlo conoscere....bacio

    • Clara

      29 gennaio 2014., 16:37 /

      mitica Fosca, sai io sono aperta ad ogni vostro suggerimento, grazie molto del tuo parere e considererò la tua idea!! :D

  • Clara

    29 gennaio 2014., 16:35 /

    grazie per il commento!

  • maio

    29 gennaio 2014., 19:06 /

    Ad OGA VALDISOTTO sopravvive la tradizione del MARZAROL. Il 1° marzo i ragazzi scorazzano per il paese, suonando i sampogn e le bronze, con lo scopo di richiamare l'erba ed il risveglio primaverile. Passano anche di casa in casa a raccogliere gli ingredienti, che serviranno poi alla realizzazione delle manzole, i tipici dolci del carnevale dell'Alta Valtellina. E per 3 o più giorni si ritroveranno la sera nel locale dell'ex latteria a condividere in allegra compagnia quanto realizzato dalle esperte mani della casalinghe del paese. Nei tempi passati era una festa attesa, perchè occasione di incontro. Oggi - nonostante i bambini e ragazzi possano permettersi di tutto - rimane comunque una delle occasioni per gli abitanti del luogo di trovarsi in compagnia. E con cura la festa viene riproposta anno dopo anno..

    • Clara

      29 gennaio 2014., 19:14 /

      grazie Maio, una bellissima iniziativa!! complimenti, anche la raccolta per le case è simbolo di unione del paese!! se me lo ricordi verrò e faremo un articolo itinerante! anche per altre manifestazioni che vorrai!

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